Cane sportivo, quando va sospesa l’attività?

Cane sportivo, quando va sospesa l’attività?

Spesso ci viene rivolta una domanda alla quale è difficile rispondere: “Quando devo ritirare il mio cane dall’attività sportiva?

Ci sono svariati parametri da tenere presente, in primis, l’età: sappiamo che a seconda della razza e della taglia ci sono indicazioni diverse per poter definire un cane “anziano”.

Ne è un esempio la tabella sotto riportata.

Questi dati meritano una revisione, poiché riferiti al 2005, e la vita media dei cani si sta allungando sempre più, anche per quanto riguarda le taglie grandi e giganti.

Ulteriore fattore da considerare sono le condizioni generali del soggetto, sia in termini mentali che in termini clinici, senza dimenticare eventuali problemi muscolo – scheletrici, e le eventuali patologie che possono accompagnare l’invecchiamento (problemi renali, epatici, endocrinologici).

Nel momento in cui, con un’accurata visita clinica (una sorta di tagliando che è bene fare almeno una volta ogni 6 mesi/un anno dopo i 10 anni di età), si riscontrasse il soggetto in buona salute, non resta che considerare un’ultima cosa: In quale attività è impegnato il mio cane?

Cane sportivo - Sniper di Alessandra Corno
Sniper di Alessandra Corno

Ci sono sport più traumatici (Agility, Flyball, Canicross, Discdog) e altri meno (Obidience, Retriving, Rally – O, Hoopers), quindi, in ragione di questo, bisogna fermarsi a pensare.

Quante volte vado in gara? Quante volte alleno il mio cane?

Una regola sempre valida, a maggior ragione se si tratta di un cane in là con gli anni, è che l’allenamento per l’agility, ad esempio, non è solo salti, tubo, ecc…, ma anche passeggiate per mantenere il tono muscolare e le articolazioni in buona salute.
Importanti sono anche i programmi di riscaldamento e raffreddamento pre e post attività.

Il consiglio è di far seguire l’animale da un medico veterinario fisiatra, che può effettuare una valutazione del soggetto considerando il tipo di attività sportiva, le condizioni fisiche del cane valutando in particolare tono e masse muscolari, range di movimento delle articolazioni, disagio nel movimento ed eventuale dolore alle manipolazioni che può essere indice di dolore cronico più difficile da rilevare rispetto a quello acuto.

Molti miei pazienti anziani sono passati ad attività più soft come Rally-O ed Hoopers con soddisfazione reciproca di cane e conduttore.

 

La poliradicoloneurite

La poliradicoloneurite

La poliradicoloneurite acuta è una patologia immunomediata che può colpire tutte le specie (nell’uomo è conosciuta come Sindrome di Guillain – Barrè).

Non esistono particolari predisposizioni di razza, età o particolari condizioni genetiche.
Inizialmente sembrava che i procioni avessero un ruolo importante nella diffusione della malattie, ma essendo la stessa presente anche in paesi in cui questi animali non esistono, incrociando i dati derivanti dalla medicina umana con rilevazioni in veterinaria, si è giunti alla conclusione che il sistema immunitario, in particolari casi, “impazzisce” e, stimolato da un agente esterno, aggredisce i nervi.

Pollo crudo
Pollo crudo

Può manifestarsi in seguito ad una vaccinazione oppure al contatto con particolari batteri che si trovano nella carne di pollo cruda (Campylobacter jejuni) o tramite contatto con sostanze ancora non ben identificate.

La sintomatologia clinica comincia, nella maggior parte dei casi, con una paralisi degli arti posteriori che, progressivamente, procede verso il treno anteriore fino ad arrivare, nei casi più gravi, alla paralisi dei muscoli respiratori e del diaframma.

In queste occasioni si deve ricorrere alla ventilazione assistita per salvare la vita all’animale.

Non esiste un test diagnostico, ma bisogna affidarsi ad un neurologo competente che sia in grado di formulare una diagnosi.

Come terapie farmacologiche si possono, a volte, usare farmaci immunosoppressivi mentre in umana, vengono usate anche immunoglobuline.

Camera Iperbarica
Camera Iperbarica
Una nuova opzione, disponibile in Italia da quasi 3 anni, è la camera iperbarica.
 
Questa terapia permette di modulare l’eccessiva risposta del sistema immunitario, ha un’importante azione antinfiammatoria sul sistema nervoso, ed inoltre promuove la crescita di nuove connessioni tra le strutture nervose.
 
Sicuramente la terapia di supporto che non deve mai mancare è la fisioterapia.
 
Si può cominciare con stimolazioni e massaggi (i muscoli si atrofizzano molto velocemente, sia per il mancato utilizzo, sia perché non vengono stimolati dai nervi), e si può continuare con modalità strumentali come Laser e Tecar, per ridurre l’eventuale dolore che si può manifestare in alcuni soggetti.
 
Terminata la fase più critica, si potrà iniziare con esercizi propriocettivi e un corretto percorso fisioterapico.
Intervenendo  per tempo applicando le corrette cure i cani possono recuperare anche il 100% e tornare ad una vita normale.